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GP Austria 2026: Antonelli domina i long run, il aggiornamento Ferrari delude al Red Bull Ring

Al Red Bull Ring la Mercedes di Antonelli detta il ritmo nei long run, mentre la Ferrari fatica con il passo gara nonostante il nuovo aggiornamento al motore.

Pubblicato
28 giugno 2026
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Kimi Antonelli al volante della Mercedes durante le prove libere del Gran Premio d'Austria 2026 al Red Bull Ring

Kimi Antonelli al volante della Mercedes durante le prove libere del Gran Premio d'Austria 2026 al Red Bull Ring

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Venerdì di prove libere al Red Bull Ring: Mercedes in cattedra, Ferrari in ombra

Il Gran Premio d'Austria 2026 si apre con una chiara gerarchia: la Mercedes è la forza dominante del venerdì di Spielberg, e a guidarla c'è un Kimi Antonelli sempre più a suo agio nel ruolo di leader iridato. Il giovane pilota italiano, attuale capolista del Campionato Mondiale, ha chiuso in testa entrambe le sessioni di prove libere, coronando la sua giornata con il miglior passo gara registrato nelle simulazioni di corsa del pomeriggio. Una doppietta che manda un segnale chiarissimo al paddock: la freccia d'argento è tornata, e vuole vincere.

Per la Ferrari, invece, il venerdì austriaco si tinge di amarezza. La Scuderia di Maranello era arrivata al Red Bull Ring sulle ali dell'entusiasmo dopo il successo conquistato in Spagna, portando in pista un importante pacchetto di aggiornamenti che includeva anche un nuovo sviluppo sulla power unit. Le aspettative erano alte, ma la pista non ha restituito le risposte sperate. Un venerdì da dimenticare, che riapre interrogativi sulla reale competitività della SF-26 nelle gare di lunga distanza.

Antonelli inarrestabile: analisi del passo gara Mercedes

Nella sessione di prove libere 2, quella tradizionalmente dedicata alle simulazioni di gara con carichi di carburante elevati, Kimi Antonelli ha dimostrato una superiorità che va ben oltre il singolo giro veloce. Correggendo i dati per i diversi compound utilizzati e le diverse lunghezze dei singoli stint, il pilota di Bologna ha preceduto il compagno di squadra George Russell di appena 0.06 secondi al giro: un margine sottile, certo, ma sufficiente a certificare la sua crescita come guida di riferimento della squadra tedesca.

La McLaren, pur confermandosi come seconda forza del lotto, ha già accusato un ritardo di 0.21 secondi al giro rispetto al passo Mercedes. Un gap che, proiettato sulla distanza di gara del Red Bull Ring, si traduce in un potenziale svantaggio di diversi secondi. Il vero tallone d'Achille della scuderia di Woking sembra essere il degrado delle gomme: il passo è interessante nelle prime tornate di ogni stint, ma cala vistosamente con l'avanzare dei giri, un problema che potrebbe condizionare pesantemente la strategia domenicale.

Ferrari, il nodo dell'aggiornamento: cosa è andato storto?

Arriviamo al capitolo più doloroso per i tifosi della Ferrari. La Scuderia aveva scelto il GP d'Austria per introdurre un aggiornamento tecnico di rilievo, con modifiche sia al telaio che al propulsore. Un pacchetto atteso e presentato con fiducia dopo la vittoria di Barcellona, che aveva riacceso le speranze di un campionato ancora aperto. Ma il Red Bull Ring sembra aver smontato, almeno per ora, le ambizioni del Cavallino Rampante.

Il problema non è tanto il giro secco — dove la Ferrari ha mostrato lampi di competitività — quanto il passo nelle simulazioni di gara. I long run della SF-26 sono stati deludenti: i dati raccolti durante le FP2 non collocano la Ferrari tra le prime tre forze in campo nel confronto sul ritmo di corsa. Una situazione che preoccupa, perché il Red Bull Ring è un circuito che premia l'efficienza aerodinamica e la gestione termica delle gomme, due aree su cui la Scuderia sta chiaramente lavorando ma non ancora risolte.

Rimangono aperti diversi interrogativi: l'aggiornamento della power unit non ha prodotto i valori attesi? Ci sono problemi di integrazione tra i nuovi componenti e il resto della vettura? O semplicemente Spielberg è una pista che non esalta le caratteristiche della SF-26, così come Barcellona ne aveva invece valorizzato i punti di forza? Le prossime ore, tra analisi in fabbrica e lavoro degli ingegneri al simulatore, saranno decisive per capire dove intervenire in vista delle qualifiche.

L'allarme Pirelli: almeno due soste obbligatorie?

A complicare ulteriormente i piani strategici delle squadre ci pensa la Pirelli, che dopo aver esaminato i dati di utilizzo dei pneumatici nella giornata di venerdì ha lanciato un avvertimento chiaro: il degrado delle gomme potrebbe essere sufficientemente elevato da rendere necessarie almeno due soste durante la gara. Si tratterebbe di un cambio di paradigma rispetto alle ultime stagioni, in cui la strategia a una sola sosta era spesso quella vincente sul tracciato di Spielberg.

Una gara a due soste cambia tutto: aumenta l'importanza dell'undercut e dell'overcut, moltiplica le variabili strategiche e potrebbe rimescolare le carte in modo imprevedibile. Per la Ferrari, che già fatica sul ritmo di base, una gestione strategica impeccabile sarà fondamentale per non perdere ulteriore terreno dai rivali. Per la Mercedes di Antonelli, invece, potrebbe rappresentare un'ulteriore opportunità per allungare in campionato.

La situazione di Hamilton e le prospettive per il weekend

Non va dimenticato Lewis Hamilton, l'altro pilota della Ferrari. Il sette volte campione del mondo sta ancora cercando la sua intesa perfetta con la SF-26, un processo lungo e complesso che a tratti sembra dare segnali positivi e ad altri ricade in una certa incertezza. Al Red Bull Ring, Hamilton ha lavorato intensamente con i tecnici per cercare di capire i limiti dell'aggiornamento, ma anche per lui il bilancio del venerdì non è esaltante.

La speranza è che, come accaduto in altre occasioni nel corso di questa stagione, la Ferrari riesca a compiere un salto di qualità tra il venerdì e le qualifiche del sabato. La Scuderia ha dimostrato di saper lavorare bene nelle ore notturne, ottimizzando setup e assetti per estrarre il massimo nelle sessioni che contano. Ma il divario mostrato nei long run è reale, e colmarlo in pochi ore sarà tutt'altro che semplice.

Conclusioni: un venerdì che apre scenari preoccupanti per Maranello

Il venerdì di Spielberg consegna alla Formula 1 2026 un quadro abbastanza chiaro: Mercedes è la squadra da battere, con Antonelli in forma smagliante e Russell a fare da solida spalla. McLaren è seconda forza ma con il problema del degrado. Ferrari è in difficoltà, almeno sul passo gara, e l'aggiornamento introdotto non sembra aver portato i benefici sperati.

Per i tifosi del Cavallino è un venerdì amaro, ma la stagione è lunga e il campionato ancora aperto. La Ferrari ha le risorse, i talenti e la determinazione per reagire — lo ha dimostrato in Spagna poche settimane fa. Ora servono risposte concrete: dalle qualifiche del sabato e, soprattutto, dalla gara della domenica. Spielberg non perdona, ma può anche riservare sorprese. E la Ferrari, si sa, è abituata a stupire.

Fonte: Motorsport.com

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